Lavorare all'EFSA
Quando si fa riferimento ad un’Autorità come EFSA, si tende a identificarla come un’unica istituzione nel suo complesso. In realtà, ogni valutazione è il risultato del lavoro di una squadra di esperti di diverse discipline - provenienti da diversi ambienti scientifici - che lavorano in stretta collaborazione con i colleghi di EFSA che ne coordinano, supportano e facilitano l’elaborazione.
La sicurezza alimentare richiede competenze multiple per le quali è necessario il contributo di diversi profili professionali. Il nostro staff include: tossicologi, che hanno il compito di valutare gli effetti delle sostanze sull’organismo umano e definiscono i livelli di esposizione; vi sono biologi nutrizionisti che analizzano il ruolo degli alimenti e dei nutrienti per la salute umana. I rischi microbiologici vengono valutati dai microbiologi, che studiano batteri, virus e altri microrganismi. I chimici che studiano i metodi di analisi utilizzati per individuare alcuni valori importanti ai fini della valutazione della sicurezza. Gli epidemiologi hanno il compito di interpretare i dati scientifici e sviluppano dei modelli per la valutazione del rischio.
Tutti questi esperti vengono selezionati attraverso procedure pubbliche e operano nel rispetto di rigorose regole di indipendenza e trasparenza. Grazie alle loro competenze scientifiche, EFSA è in grado di valutare i rischi basandosi sulle migliori e più aggiornate evidenze scientifiche disponibili.
Abbiamo la fortuna di poter portare la testimonianza della Dott.ssa Claudia Paoletti responsabile del programma di ricerca dedicato all’innovazione delle metodologie di valutazione del rischio di cibi e mangimi.

Quale percorso di studi ha compiuto?
Ho conseguito la Laurea magistrale in Biologia in Italia, secondo l’ordinamento universitario allora vigente, che prevedeva un unico percorso di laurea di 5 anni. Ho poi proseguito la mia formazione negli Stati Uniti, in Connecticut, dove ho completato un Dottorato di ricerca (PhD) quinquennale in genetica vegetale. Successivamente, ho svolto un post-dottorato di tre anni in Canada, specializzandomi in biometria, ovvero nell’applicazione dei metodi statistici all’analisi dei dati biologici.
Lei di cosa si occupa in modo specifico?
La mia carriera si divide in due fasi. Nella prima, durata circa quindici anni, sono stata responsabile della valutazione dei rischi legati all’utilizzo di organismi geneticamente modificati. In questo ruolo ho coordinando progetti di ricerca internazionali ed ho sviluppato nuove metodologie a supporto della valutazione dei rischi associati a cibi e mangimi. In una seconda fase, più manageriale, ho gestito i programmi tecnico-scientifici di EFSA volti a garantire l’inclusione dell’innovazione scientifica nei metodi di lavoro dell’EFSA. Sono anche stata la prima donna e l’unica italiana a ricevere la medaglia d’oro per l’eccellenza nella applicazione e nell’insegnamento della teoria del campionamento, disciplina tanto trasversale quanto complessa: si campiona per ottenere stime economiche, previsioni sanitarie, controlli qualitativi, analisi dei consumi, modelli produttivi... difficile identificare un settore dove il campionamento non entri a gamba tesa. Dal 2023 sono inoltre Vice-presidente dell’associazione mondiale per la teoria del campionamento e candidata alla sua presidenza che verrà decisa il prossimo novembre in Inghilterra.
Cosa l’ha portata a lavorare in EFSA?
Passione per il mio lavoro e desiderio di lavorare in un contesto internazionale. Vede, quando io feci domanda nel 2005, l'EFSA era un'istituzione ancora molto giovane, essendo stata istituita solo tre anni prima, nel 2002. Questo significava avere l'opportunità di contribuire concretamente alla costruzione dell'organizzazione: sviluppare tutte le procedure di lavoro, creare una struttura... era un ambiente molto stimolante dove c’era spazio per crescere, essere creativi e mettere a frutto tutta l’esperienza che avevo accumulato durante i miei dieci anni in Nord America, fra Stati Uniti e Canada. Una sfida interessante che accettai con entusiasmo.
Qual è l’aspetto più interessante del suo lavoro?
La completa assenza di monotonia. Ogni giorno è diverso dall’altro. Ogni giorno devo risolvere problemi nuovi e confrontarmi con sfide inattese. Il mondo della scienza si muove velocemente e se una persona ha l’umiltà di rendersi conto che ogni giorno c’è qualcosa da imparare, beh allora la vita lavorativa diventa un continuo stimolo a migliorarsi, ad essere curiosi e a mettersi in gioco, anche dopo trent'anni di lavoro.
EFSA è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, come garantisce questa sicurezza?
Il nostro contributo alla sicurezza alimentare si articola principalmente in due attività complementari: valutare i rischi e comunicarli.
La prima è il cuore del nostro lavoro scientifico. Raccogliamo e analizziamo dati provenienti da tutta Europa e ci avvaliamo delle competenze di centinaia di esperti per individuare e studiare ciò che può avere un impatto sulla sicurezza di tutta la catena alimentare.
La seconda consiste nel divulgare/comunicare i risultati del nostro lavoro. Una valutazione scientifica, infatti, acquista valore quando i suoi risultati possono essere compresi e utilizzati. Per questo comunichiamo in modo trasparente ciò che emerge dal nostro lavoro, rivolgendoci sia alle istituzioni sia ai cittadini e spiegando, quando necessario, anche le incertezze che sono parte integrante del mondo scientifico.
È importante tuttavia sottolineare che EFSA non stabilisce regole né prende decisioni politiche. Il nostro compito è mettere a disposizione della Commissione europea e degli Stati membri una base scientifica solida e imparziale, sulla quale poi loro possano legiferare.
Per riassumere, possiamo quindi dire che mettiamo la scienza al servizio della sicurezza alimentare producendo pareri tecnici e condividendoli in modo trasparente per proteggere la salute dei cittadini.
Se dovesse spiegare EFSA in una frase a un consumatore cosa direbbe?
EFSA è l’istituzione europea che usa la scienza per valutare la sicurezza di ciò che mangiamo, contribuendo a proteggere la salute di cittadini, animali e ambiente.
Come viene garantita la sua indipendenza scientifica?
L’indipendenza è uno dei principi fondamentali su cui si basa il lavoro di EFSA ed è tutelata attraverso meccanismi rigorosi. I nostri esperti vengono selezionati sulla base delle loro competenze e sono tenuti a dichiarare i propri interessi, che vengono attentamente valutati prima e durante la loro partecipazione alle attività di EFSA.
Un altro aspetto fondamentale è la trasparenza. I pareri di EFSA si basano sulle migliori evidenze scientifiche disponibili, seguendo procedure solide e verificabili. Inoltre, rendiamo pubbliche le nostre valutazioni e i dati che le supportano, nel rispetto della confidenzialità delle informazioni. Questo permette a ricercatori, istituzioni e cittadini di capire come siamo arrivati alle nostre conclusioni.
È questa combinazione di indipendenza, rigore e trasparenza che rende il lavoro di EFSA affidabile e consente alle istituzioni europee e agli Stati membri di prendere decisioni informate a tutela della sicurezza alimentare.
Spesso si parla di principio di precauzione: quanto conta questo nelle valutazioni che EFSA conduce?
É estremamente rilevante. Come in tutte le cose meglio prevenire che curare. Garantire la sicurezza di cibi e mangimi PRIMA che questi arrivino sul mercato è fondamentale. Come accennato in precedenza, però, è importante distinguere tra valutazione e decisione: l'EFSA fornisce le evidenze e le valutazioni scientifiche necessarie, mentre la decisione finale sull'autorizzazione dei prodotti sul mercato spetta alla Commissione europea. Il nostro è un ruolo di grande responsabilità, perché contribuisce a garantire che le decisioni siano fondate su solide basi scientifiche.
L’Europa ha un approccio più o meno prudente rispetto ad altre aree del mondo sulla valutazione della sicurezza alimentare?
Sicuramente molto prudente. L’impianto su cui si basa la valutazione del rischio in Europa è considerato il più rigoroso al mondo e viene utilizzato spesso da paesi che ancora stanno sviluppando e/o migliorando il loro sistema di sicurezza alimentare.
Cosa pensa che sia ancora poco conosciuto del lavoro svolto da EFSA?
Un po’ tutto. Da qualche anno dedico più tempo agli incontri con il pubblico e mi sono resa conto che EFSA è un po’ una scatola nera per il cittadino comune. Da un lato questo è comprensibile perché la natura del nostro lavoro è molto specialistica e di difficile comprensione. Dall’altro sarebbe fondamentale una maggiore conoscenza della sicurezza alimentare da parte dei cittadini che, in ultima analisi, sono al contempo i nostri datori di lavoro (siamo una istituzione pubblica che si basa su soldi pubblici EU) e i beneficiari delle attività che svolgiamo.
Quanto è importante oggi costruire un dialogo trasparente tra Autorità, aziende e cittadini?
Molto. Il sistema alimentare è un percorso continuo che parte con chi produce (aziende), prosegue con chi controlla (EFSA) e si conclude con chi consuma (i cittadini). Il dialogo è necessario, direi fondamentale, affinché questa catena funzioni in modo efficace. Purtroppo non è sempre facile: a volte ci sono interessi contrastanti ed implicazioni economiche che rendono il confronto complesso. In questo contesto, il senso di responsabilità e l’onestà professionale sono ingredienti essenziali per garantire il corretto funzionamento del sistema e tutelare al meglio i cittadini.
Ringraziamo la Dott.ssa Paoletti per la disponibilità e per il prezioso contributo.
Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito di EFSA