Voglia di dolce? Si, ma con gli edulcoranti
Gli edulcoranti sono sostanze impiegati per fornire dolcezza ai prodotti alimentari, come lo zucchero, ma apportando molte meno calorie, se non nessuna.
Rappresentano uno strumento chiave nella formulazione di prodotti destinati a chi ha la necessità di limitare l’assunzione di zuccheri per motivi di salute, ad esempio, come nel caso di persone affette da diabete.
Vengono utilizzati per sostituire completamente o parzialmente lo zucchero, mantenendo però il sapore dolce dell’alimento.
Ve ne sono di due tipologie:
- Edulcoranti intensi:
dolcificano molto più dello zucchero, senza apportare alcuna caloria.
Esempi sono l’aspartame (E951) con un potere dolcificante superiore alle 200 volte rispetto allo zucchero e comunemente utilizzato nelle bevande zero, sucralosio (E955) utilizzato negli yogurt per la sua stabilità e l’acesulfame K (E950) che è resistente al calore e viene quindi impiegato nei dolci che necessitano di cottura.
- Polioli
Sono meno dolci dello zucchero, ma con un minor impatto calorico.
Esempi sono il sorbitolo (E420), lo xilitolo (E967) impiegato in gomme da masticare e dentifrici per la sua caratteristica di non concorrere con la produzione di carie e l’eritritolo (E968) spesso usato in prodotti “senza zuccheri aggiunti”.
Se utilizzati in grandi quantità possono avere un effetto lassativo (ricordate sempre : è la dose che fa il veleno!)
Per ogni edulcorante autorizzato all’utilizzo, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare EFSA, ha stabilito una dose giornaliera accettabile (ADI) in funzione della sicurezza del consumatore.
La quantità che viene consumata con un’alimentazione normale è di molto inferiore rispetto ai livelli di rischio.
In ogni caso, per diversi polioli viene inserita l’avvertenza in etichetta “Un consumo eccessivo può avere effetti lassativi”.